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Note per i lettori

Note per i Lettori

Con questa lettera vorremmo sottolineare l’importanza del lavoro svolto dai lettori nella selezione dei lavori da pubblicare sulla Rivista. Si tratta di un apporto essenziale alla crescita scientifica della Società. La circolarità che s’instaura tra autore, lettore e membri della redazione riverbera positivamente sulla cultura psicoanalitica di ciascuno. È un processo interattivo complesso, ma anche stimolante. È importante pensare che l’invio di un proprio lavoro alla rivista sia un’occasione di crescita anche quando non dovesse esitare in un’effettiva pubblicazione oppure dovesse orientare l’autore verso una rivista più adatta. L’ottica dovrebbe essere quella di aiutare l’autore a sviluppare in modo valido la sua tesi.

È utile che la valutazione sia effettuata secondo alcuni criteri guida, che vorremmo qui mettere in evidenza. Le indicazioni che seguono non sono certo prescrittive, ma mirano ad agevolare l'orientamento critico del lettore e ad aiutarlo ad esprimere un parere dettagliato e organico sui lavori, tenendo l’occhio puntato su alcune priorità richieste, attraverso l’impiego di una metodologia e di standard collaudati nelle riviste internazionali.

Prima della valutazione di un lavoro è opportuno verificare particolari incompatibilità, o non corrispondenza con le proprie competenze. Il lettore ovviamente tratta il materiale che riceve in valutazione come assolutamente confidenziale, valutando se per qualche ragione viene a trovarsi in conflitto d’interesse rispetto al compito.

Preliminarmente è utile che il lettore nel suo referaggio riassuma il contenuto, gli scopi del lavoro, il metodo, gli obiettivi, identificandosi con il punto di vista dell’autore. Questa parte è molto importante per rendersi conto se si ha veramente compreso cosa l’autore vorrebbe esprimere a prescindere dalla riuscita finale. Quel che si desidera dal lettore non è semplicemente un assenso o un dissenso, ma l’illustrazione della pertinenza e della coerenza del processo attraverso cui l’autore è arrivato alle sue conclusioni, a partire dalla prospettiva adottata. È importante che risulti chiaro il perché e il come il lettore è arrivato a formulare il parere e la raccomandazione finale, così l’autore potrà utilizzare le indicazioni, le specifiche critiche e i suggerimenti dei lettori per migliorare il suo lavoro. Tutto ciò è molto importante anche per la Redazione che riceve il referaggio, per potersi orientare al meglio nella risposta da dare all’autore.

Nel leggere il testo, il lettore dovrebbe cercare di rispondere, possibilmente, ad alcune domande chiave; in grassetto si evidenziano i punti spesso trascurati dagli autori:

-  Il lavoro è originale? Aggiunge uno stimolo nuovo in una certa area di studi a quanto già presente nella letteratura?

-  Il metodo adottato è adeguato?

-  La scrittura del testo è chiara? Il lavoro si legge agevolmente?

-  L’argomentazione è logica?

-  Il materiale clinico è adeguato? È coerente rispetto alle premesse teoriche?

-  L’autore riesce a dimostrare la sua ipotesi di partenza?

Le citazioni sono riportate correttamente secondo le norme editoriali della Rivista?

La bibliografia è adeguata? Cita autori rilevanti in quell’area? E, soprattutto, contiene tutti e solo gli autori citati nel testo?

-  L’abstract è abbastanza ampio? Descrive bene ipotesi e risultati in modo sintetico? È strutturato in modo chiaro e coerente? Spesso un buon abstract è un indice estremamente affidabile della qualità di un lavoro; e, viceversa, quando è poco chiaro quasi sempre ne riflette le insufficienze. Un abstract efficace dovrebbe indicare con chiarezza gli obiettivi maggiori, i risultati raggiunti, offrire indicazioni sul metodo impiegato, non avere parti superflue. Di norma l’abstract dovrebbe prevedere non meno di 100 e non più di 130 parole.

È rispettata la confidenzialità nell’esposizione del materiale clinico? Questo è un punto particolarmente importante e insidioso, perché spesso gli autori, immersi negli aspetti scientifici del loro testo, non hanno una sufficiente consapevolezza della delicatezza del problema.

-  È adatto alla Rivista di Psicoanalisi?

-  Il titolo riflette veramente il contenuto del lavoro?

La lunghezza del lavoro rispetta le norme editoriali?

Il lettore, a questo punto, può esprimere raccomandazioni diverse:

- accettare il lavoro così com’è;

- accettarlo con lievi modifiche;

- accettarlo con modifiche sostanziali (che di solito implicano una parziale riscrittura o ristrutturazione del testo);

- rifiutare il lavoro.

Nel caso siano suggerite modifiche, lievi o di maggior peso, il lettore dovrebbe poterle indicare con precisione e chiarezza.

Si raccomanda quindi ai lettori, nella stesura del parere esteso (che ricordiamo deve essere a sé stante rispetto alla compilazione della scheda), di argomentare in modo dettagliato ogni punto critico, facendo esplicito riferimento alle parti del testo a cui la critica si rivolge (citando la pagina e le frasi).

Sarebbe utile evidenziare i punti di forza e di debolezza del lavoro, segnalare eventuali errori e sviste di qualsiasi tipo, sia nelle citazioni, sia nella grammatica o nel lessico; evidenziare ambiguità e oscurità nel contenuto, l’adesione o meno alle norme redazionali della Rivista, gli aspetti del lavoro che potrebbero essere ampliati o ridotti e se una diversa ripartizione delle sezioni potrebbe essere utile.

È bene sapere che il parere potrà essere reso noto in tutto o in parte all’autore nella lettera finale che gli sarà inviata dal direttore, anche se in forma assolutamente anonima. È sempre possibile però comunicare in via riservata con il direttore o con il caporedattore qualora ci fossero aspetti importanti da sollevare, per esempio di tipo etico.

In aggiunta (non in sostituzione!) al parere discorsivo, abbiamo introdotto una scheda che rappresenta una forma ridotta di quella adottata dall’IJP, per gentile concessione del suo editor. Invitiamo caldamente i lettori a compilare la scheda con attenzione, seppure potrebbe apparire superfluo: non è solo un modo sintetico per riassumere il parere complessivo, ma offre altresì informazioni aggiuntive e chiede di operare delle scelte in relazione a punti che potrebbero non essere stati valutati.

La scheda, tra l’altro, è anche una buona guida per strutturare il parere discorsivo aiutando a considerare ordinatamente i vari livelli di cui si compone il testo.

 

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